lunedì 2 febbraio 2009

Un'Amministrazione che funziona

Da sempre lo sport nazionale è quello di dare addosso ai dipendenti pubblici. E’ uno sport facile, perché dietro all’operaio, all’impiegato, al funzionario comunale non c’è un’azienda pronta a tutelare la reputazione dei propri addetti e, dunque, dei propri prodotti. Sì è uno sport facile, ma – almeno per quanto riguarda il Comune di Trento – è anche profondamente ingiusto. E’ a questo che ho pensato ieri quando ho visto che, tra le sette priorità del programma di Claudio Bortolotti, ce ne sono addirittura due che tirano in ballo gli uffici comunali: la prima riguarda l’uso delle “tecnologie informatiche per una maggiore trasparenza amministrativa e per rendere più semplice il rapporto con i cittadini”, la seconda, più generale, si propone invece di “rinnovare, stimolare, rendere ancora più efficace la macchina del Comune”.
Certo, tutto si può migliorare. Ma io credo che la nostra Amministrazione comunale, anche grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche, abbia raggiunto degli obiettivi che solo un osservatore disattento può ignorare. Non siamo noi a dirlo, ma anche soggetti esterni, come Altroconsumo, che solo un annetto fa metteva Trento in testa alle città europee (non italiane!) per efficienza della pubblica amministrazione.
Quando parlo di efficienza, non parlo di una cosa astratta, ma di iniziative concrete che hanno ricadute immediate sui cittadini. Ne citerò solo qualcuna, per brevità.
Oggi, accanto all’Amministrazione reale, ce n’è anche una virtuale. In Internet infatti si può trovare praticamente il corrispettivo di ogni ufficio comunale. Hai chiesto una concessione edilizia? Sul sito del Comune puoi trovare tutti i dati della domanda, conoscere lo stato della pratica e anche visualizzare sulla cartografia il terreno dove costruirai la tua casa. Vuoi sapere la tua posizione per quanto riguarda l’Ici? Devi, ahimè, organizzare un funerale? Vuoi sapere tutto sui corsi, i campeggi estivi per i tuoi bambini? E’ tutto in Internet, dati, orari, indirizzi, numeri di telefono, preventivi, persone da contattare.
Poi c’è naturalmente il nostro Ufficio relazioni con il pubblico, vero fiore all’occhiello dell’Amministrazione. Forse non tutti sanno che se oggi un cittadino ha un lampione sotto casa che non funziona, manda una segnalazione all’Urp e riceve quasi immediatamente una risposta sui tempi e i modi dell’intervento di riparazione. Ma l’Urp risponde praticamente a ogni domanda: anche a quelle che non riguardano direttamente l’Amministrazione comunale, grazie a una rete informatica con Azienda sanitaria, Agenzia delle Entrate e Provincia.
Sono convinto, si può fare ancora di più. Ma non si dica che siamo all’anno zero se non vogliamo mancare di rispetto non a chi ha amministrato la città negli ultimi anni, ma a mille e cinquecento dipendenti comunali che lavorano con passione, serietà e competenza.

Esperienza e idee nuove

Questa mattina ho depositato alla sede del PD il mio programma e le firme necessarie per candidarmi alle primarie del centrosinistra del 22 febbraio. Ho chiari i miei obiettivi. Sono dieci idee per Trento, dieci intenti che possano cambiare in meglio la nostra città.

Mai più periferie: la qualità delle abitazioni e dell’arredo urbano, la presenza capillare di tutti i servizi essenziali, zone verdi e luoghi di aggregazione, il collegamento alla rete del trasporto pubblico devono essere la cifra distintiva di ogni quartiere cittadino.

Prima le donne e i bambini (e gli anziani, e i giovani, e i disabili…): nidi, assistenza domiciliare, centri di aggregazione per i giovani e per la terza età, parchi, scuole di qualità (dal punto di vista degli edifici e dei programmi) sono la premessa indispensabile per far sì che ogni cittadino viva appieno la propria città. Sarà fondamentale, in questi tempi di crisi, rispondere in maniera tempestiva al disagio sociale ed economico. Come? Innanzitutto con un nuovo welfare, in secondo luogo favorendo la diffusione di mercatini “dal produttore al consumatore” e stringendo un patto con la grande distribuzione per contenere i prezzi.

Per una mobilità di qualità: l’eccesso di auto compromette non solo il diritto alla salute, ma anche quello alla mobilità. Per questo occorre potenziare ed innovare il trasporto pubblico, in modo che l’auto privata diventi il mezzo meno comodo e conveniente. Il metrò da Trento Nord al nuovo ospedale sarà l’asse portante della nuova mobilità.

Riciclare, recuperare, ridurre: non possiamo più permetterci di sprecare le nostre risorse naturali né vogliamo aprire nuove discariche. Riduzione dei rifiuti alla fonte e raccolta differenziata saranno al centro delle nostre politiche ambientali.

Senza sicurezza non c’è libertà: quando una donna ha paura a tornare a casa la sera, è la libertà di tutti ad essere compromessa. Tutti i cittadini si devono sentire al sicuro, per strada e in casa. Perché la città sia veramente di chi la abita.

Casa bene primario: edilizia pubblica, convenzionata, a canone agevolato, cooperative sono tutti strumenti che dovranno aiutarci a rispondere alla domanda di nuove abitazioni.

Tutela del territorio: riqualificazione, ripristino, tutela del paesaggio sono le parole dell’ordine dell’urbanistica futura. La manutenzione del territorio dovrà essere un volano per dare nuovo slancio all’economia provinciale

Una città dinamica: costruire una città della cultura, della conoscenza e della formazione permanente, creare un ambiente favorevole alla nascita di imprese innovative, lavorare per migliorare la capacità di attrarre turisti in ogni periodo dell’anno, fare del Bondone un’oasi della natura, dell’escursionismo e dello sport da vivere in tutte le stagioni.

Sport è benessere: favorire la pratica sportiva in tutte le fasce d’età e completare la dotazione cittadina di impianti. Promuovere la creazione di un centro acquatico per il benessere destinato alle famiglie.

Questa città è di tutti: Trento non emargina, non esclude, garantisce a tutti servizi di qualità a prescindere dal reddito. Trento lavora per la pace e il dialogo interculturale e interreligioso. Trento s’impegna per la convivenza.

giovedì 29 gennaio 2009

Perché un blog?

Perché un blog? Per raggiungere il maggior numero di persone e per farmi raggiungere dal maggior numero di persone. Perché la politica, per me, è da sempre condivisione di idee, pensieri, passioni. Una volta ci si ritrovava in piazza, in parrocchia o nella sede di partito. Oggi, forse perché la vita scorre più veloce, è più facile mandare un’e-mail, scrivere un post, “messaggiare”. Sia chiaro, io non credo che la “piazza virtuale” possa sostituire una conversazione a quattr’occhi o una discussione attorno a un tavolo. Ma può aiutare, può preparare il terreno, può far circolare proposte destinate altrimenti a rimanere elucubrazioni solitarie. Io spero che tante delle vostre idee per Trento arrivino in questo spazio di discussione. Per parte mia, cercherò di farvi sapere cosa intendo fare per la mia città. E cercherò di farmi conoscere meglio, di raccontarvi quel che sono e quel che penso.