venerdì 27 febbraio 2009

Rendiconto spese per la promozione della candidatura alle primarie

Come dichiarato qualche giorno fa, pubblichiamo l’elenco puntuale delle spese sostenute per la promozione della candidatura di Alessandro Andreatta alle primarie del centrosinistra autonomista di domenica 22 febbraio.
Ringraziamo ancora tutti coloro che hanno sostenuto economicamente la candidatura, ma non solo. Il nostro grazie va anche a tutti coloro che, a titolo gratuito e solo per convinzione personale, hanno speso tempo e parole nell’appoggiare Alessandro in questo appuntamento.

Sintesi delle spese sostenute per la promozione della candidatura di A. Andreatta

Fatture quietanziate: 1.260 euro Manzoni spa, 1.650 euro Rttr, 840 euro Rcs Milano
Fatture quietanziate e anticipi restituiti: 3.520 euro Manzoni / Rcs Milano
Fatture quietanziate da terzi: 3.600 euro PubliAdige, 500 euro Radio Italia Anni 60, 1500 euro grafica (fondi da conto corrente comitato organizzativo)
Fatture in attesa: Tca
Spesa della campagna: 14.000

Il comitato organizzativo per Alessandro Andreatta

lunedì 23 febbraio 2009

Grazie a tutti

Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto fin dal primo momento. Grazie a coloro che, in una domenica di sole, hanno trovato il tempo e la voglia di andare a scegliere il candidato del centrosinistra autonomista alle prossime elezioni comunali. Grazie, qualunque sia stata la vostra scelta. Perché se quella di ieri è stata una grande giornata, è soprattutto per la straordinaria partecipazione, che non era affatto scontata visto il periodo non facile vissuto del centrosinistra nazionale.
Ancora una volta, Trento ha confermato di non voler stare alla finestra e di avere un tasso di fiducia nel futuro ben al di sopra della media italiana. E’ questo patrimonio di impegno e di speranza che noi oggi dobbiamo far fruttare lavorando ancora meglio e di più per costruire una città migliore per tutti. Sono sicuro che lo faremo insieme, coinvolgendo tutti coloro che vorranno contribuire, unendo gli entusiasmi, gli sforzi e le idee.

Grazie ancora

Alessandro Andreatta

venerdì 20 febbraio 2009

Spese per la promozione della candidatura di Alessandro Andreatta

Il nostro candidato Alessandro Andreatta ha preso l’impegno di redicontare pubblicamente le spese sostenute per promuovere la propria candidatura alle primarie del centrosinistra autonomista del 22 febbraio.
Nel corso della prossima settimana l’elenco puntuale delle spese sarà pubblicato qui sul blog di Alessandro Andreatta. Nel frattempo ci sembra opportuno cominciare a ringraziare coloro che hanno sostenuto economicamente Alessandro per questa candidatura.
Un sentito grazie a Beppe, imprenditore trentino, che si è impegnato a coprire le spese sostenute con la PubliAdige srl, e a Mattia, Lorenzo, Lucia e Alberto che hanno versato il loro aiuto sul conto corrente aperto presso la Cassa rurale di Trento, filiale di via Belenzani. Il conto corrente, intestato al Comitato organizzativo, rimane aperto per chiunque voglia sostenere Alessandro.
Grazie a Guido per aver anticipato 2.520 euro alla concessionaria di pubblicità Manzoni & C. spa. Questa somma si aggiunge ai 1260 euro già liquidati alla Manzoni spa da Alessandro Andreatta. Alla chiusura della contabilità sarà restituito a Guido l’importo anticipato.
La prossima settimana si provvederà a quietanziare anche Tca srl e Opim (Rttr), che ringraziamo per la loro professionalità. Siamo inoltre in attesa della fatturazione dei manifesti e del materiale pubblicitario.
Concludiamo dicendo che entro venerdì 27 febbraio tutte le spese saranno liquidate e gli anticipi restituiti.

Sintesi delle spese sostenute per la promozione della candidatura di A. Andreatta

Fatture quietanziate: 1.260 euro Manzoni spa
Fatture da quietanziare e anticipi da restituire: 3.520 euro Manzoni / Rcs Milano
Fatture quietanziate da terzi: 3.600 euro PubliAdige
Fatture in attesa: Tca, Rttr, Radio Italia Anni 60, grafica
Spesa presunta della campagna: 10.000 – 15.000 euro

Il comitato organizzativo per Alessandro Andreatta

Andate a votare, scegliete il futuro della vostra città

Eccoci qua, quasi alla fine di queste settimane intense, piene di incontri, di idee, di persone che hanno ancora voglia di spendersi per il bene di questa nostra città. E’ stato bello vedere tanta gente mobilitarsi e mettersi a disposizione non di una persona, ma di un progetto: un progetto di città aperta, solidale, rispettosa delle regole, ordinata. Una città di tutti, capace di garantire pari opportunità a prescindere dal reddito, una città in cui nessuno deve rimanere indietro, nessuno deve restare solo.
Spero che siano in tanti domenica a scegliere la continuità, a decidere che Trento deve sì accelerare, ma non cambiare strada, non cambiare stile e, soprattutto, non mettere un punto di domanda sui tanti progetti già avviati. E in ogni caso, comunque la pensiate, spero che domenica andiate a scegliere il candidato che, alle prossime elezioni comunali, rappresenterà il centrosinistra autonomista. La partecipazione è importante, è il fondamento stesso della nostra democrazia ed è il modo migliore per dimostrare che credete nel futuro di questa nostra città.

Grazie a tutti

Alessandro Andreatta

Perchè sostengo e invito a votare Alessandro Andreatta

Un nuovo intervento a sostegno della mia candidatura. Questa volta è l'assessore comunale Renato Pegoretti a spendere parole a mio favore sul Corriere del Trentino.


Perchè sostengo e invito a votare Alessandro Andreatta
di Renato Pegoretti


La forte personalizzazione del confronto di questi giorni sul candidato sindaco che dovrà guidare la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni comunali di Trento, mi ha convinto ad intervenire a sostegno di Alessandro Andreatta che ho conosciuto in questi anni di impegno comune nella giunta guidata da Pacher e che apprezzo e stimo come uomo, e come politico ed amministratore.

Ho avuto molte occasioni per conoscere l’uomo, con i suoi ideali, con i valori in cui fortemente crede e con la capacità di ascoltare e di rispettare chi è portatore di sensibilità e di valori diversi. Dietro il suo aspetto mite c’è una grande forza e tenacia che ha anche dimostrato nell’affrontare le difficoltà della sua vita privata. In questi anni, nei quali la scena pubblica cittadina è stata occupata dal sindaco Pacher, così carismatico e amato dalla maggioranza dei cittadini, Alessandro come vicesindaco non ha cercato visibilità personale lavorando in squadra, da mediano come a lui piace definirsi, a volte anche di sfondamento per portare avanti le scelte del sindaco e della coalizione.

Alessandro mette sempre al primo posto le persone, è attento nel cogliere i bisogni, sa ascoltare e cercare soluzioni condivise; ma è anche l’uomo concreto che sa decidere, a volte anche testardo quando è convinto di ciò che sta portando avanti. Non è arrogante o autoritario, ma autorevole per la sua cultura, per la sua conoscenza della città e della struttura amministrativa e tecnica comunale, per come sa esprimere il suo pensiero.

Per chi lo incontra in città sembra sempre di corsa, lo vedi passare con passo da marciatore per arrivare puntuale agli incontri di lavoro o per correre a casa dalle figlie.
Ma invece è una persona che si ferma a pensare, che mentre gli parli chiude gli occhi e interiorizza ciò di cui si sta parlando, che quando interviene non è mai banale.
Nel lavoro non lesina impegno ed è puntiglioso e attento nell’approfondire le problematiche più difficili come le piccole richieste dei cittadini.
La sua passione per la politica è pari al suo amore per la nostra città e per i suoi cittadini.

Credo che Alessandro Andreatta non sia mai stato un democristiano nell’accezione dispregiativa del termine con il quale qualcuno in questi giorni sta cercando di etichettarlo, è come Pacher un uomo del dialogo, del confronto, della mediazione; un democratico e un riformista, attento ai bisogni dei più deboli e impegnato per migliorare una città già accogliente, che potrà diventare una città sempre più vivibile, accelerando in alcuni settori e per alcuni progetti, rendendo l’organizzazione dell’amministrazione sempre più efficiente e vicina ai bisogni e alle richieste dei cittadini.
Prendendo a prestito un’affermazione di J.F. Kennedy direi che Alessandro è “un idealista senza illusioni”

Sono rimasto stupito quando, nei dibattiti di questi giorni, sono stati addebitati a lui gli “scempi fatti in collina costruendo troppo e male”.


Chi non ha storia politica ed amministrativa non ha memoria, infatti forse è bene ricordare che la cementificazione della collina è figlia dei Piani regolatori della fine degli anni sessanta e della fine degli anni ottanta e non era certamente Alessandro Andreatta l’assessore all’urbanistica. In questi ultimi dieci anni si è invece cercato, nel limite del possibile, di limitare le costruzioni in collina e di rincorrere con opere pubbliche grandi e piccole, spazi di socialità e servizi, l’inurbamento esagerato e disordinato degli anni settanta, ottanta e novanta.
Anche chi viene a dirci che “è tutto sbagliato, è tutto da rifare”, non ha né storia politica, né memoria; questo sarebbe più normale per chi è stato all’opposizione e vuole diventare forza di governo, non per chi si candida per essere il sindaco di una coalizione che ha governato la città negli ultimi decenni.

Fare il Sindaco di una città capoluogo come Trento non è come dirigere un servizio o comandare a dei dipendenti. La caratteristica principale per poter amministrare bene è quella di ascoltare la città, coglierne l’anima e i bisogni, saper dare risposte puntuali e visione strategica, saperla rappresentare e difendere, non da soli ma insieme ai partiti della coalizione, insieme ai consiglieri eletti, con le Circoscrizioni e con il ricco tessuto associativo, con capacità di dialogare e di mediare con le diverse sensibilità dei partiti con i quali ha condiviso un programma e che lo sostengono, ma anche con le forze politiche di opposizione che rappresentano quella parte di città che non l’ha votato.
Alessandro Andreatta ha dimostrato di saperlo fare, merita la nostra fiducia, può dare continuità ad un progetto che ha dato buoni risultati, apprezzati dagli osservatori esterni, ma soprattutto dalla maggioranza dei nostri cittadini. Saprà dialogare con la Provincia, nell’indipendenza dei ruoli, pretendendo il riconoscimento del servizio che la città fa a tutta la comunità provinciale, ricercando le strade per decentrare alcuni servizi, trovando le risorse e prevedendo insieme gli interventi strutturali che mitighino l’impatto sulla vivibilità e sui servizi.

Con Alessandro Andreatta sindaco, potrà trovare continuità un progetto di sviluppo che ci permette di guardare con fiducia al futuro, insieme vecchi e nuovi cittadini, senza lasciare indietro nessuno, per questo dobbiamo andare a votare per lui domenica 22 febbraio.

giovedì 19 febbraio 2009

Andreatta è il candidato del PD e della continuità con Pacher

Anche Luciana Chini, consigliere della circoscrizione Centro storico - Piedicastello, mi ha fatto avere il suo appoggio con una lettera pubblicata ieri sul quotidiano L'Adige.

Andreatta è il candidato del PD e della continuità con Pacher
di Luciana Chini

Non sentivo l’esigenza di motivare il mio sostegno al candidato Alessandro Andreatta, pensavo fosse sufficiente il mio impegno nella circoscrizione a sostegno dell’amministrazione Pacher, ma dopo il raduno dei vertici della Provincia, compreso il presidente e l’ex assessore Grisenti, promosso da Bortolotti nel bel mezzo delle primarie, lo voglio fare.
Bortolotti ha criticato Andreatta perché godrebbe del sostegno del Partito Democratico e Andreatta ha ribadito che non è vero.
Mi dispiace, perché invece troverei giusto che tutto il partito democratico si schierasse a favore di Andreatta e che Andreatta potesse rivendicare il legittimo sostegno del suo partito.
Andreatta non è candidato alle primarie della coalizione perché
glielo hanno chiesto un gruppo di amici, ma perché glielo ha chiesto il Partito Democratico della città di Trento. Non mi sembra una cosa da poco ed è sufficiente per non rivendicare l’equidistanza rispetto ai candidati come fa Kessler nell’istante in cui peraltro si schiera a favore di Bortolotti. Non l’hanno deciso i vertici di un partito, bensì i circoli che autonomamente si sono costituiti nella città e l’ampio coordinamento cittadino. Il PD ha deciso di non fare le primarie di partito e di partecipare a quelle di coalizione ma ha scelto un proprio candidato e questo si chiama Alessandro Andreatta ed è giusto, come inizialmente ha ricordato il segretario Agostini, che il partito lo sostenga.
Bortolotti non ha chiesto di essere il candidato del PD ed anzi ha
rivendicato di non essere il candidato del PD ma della coalizione, ogni elettore del PD lo potrà votare e se vincerà le primarie sarà pure il mio candidato, ma alle primarie c’è un solo candidato che è stato scelto dal PD.
Ma c’è un'altra ragione per cui sostengo Andreatta ed è che Andreatta rappresenta la continuità con l’amministrazione Pacher, non solo perché ne è stato il vicesindaco ma perché intende continuare la realizzazione del programma tracciato dall’amministrazione Pacher, a differenza di Bortolotti che oltre ad essere sceso in campo direttamente dalla dirigenza della Provincia si sta caratterizzando per una decisa presa di distanza rispetto all’operato dell’amministrazione uscente. Legittimo, ma è giusto sapere che chi ha condiviso il percorso fatto negli ultimi anni, e certamente migliorabile, si ritroverebbe ad iniziare da capo senza sapere con quali obiettivi e con quali risorse
umane. Credo che dovrebbe essere più importante il recente operato di ciascuno piuttosto che pescare nei trascorsi politico sindacali o di volontariato di vent’anni fa e negli ultimi anni Andreatta ha fatto le proprie scelte dimostrando di saper partecipare ad un processo democratico, come quello della costruzione del PD, e di saper rispettare le scelte della maggioranza che ha eletto Pacher.
A Bortolotti, che con tutto il rispetto fa parte della società civile come tutti noi che facciamo politica, non posso attribuire tutte
le scelte fatte dalla Provincia nelle materie nelle quali aveva responsabilità dirigenziali o più recentemente della Patrimonio Spa, ma non posso nemmeno sapere se oltre ad aver partecipato alla fase costituente condivida il programma e le scelte del Partito Democratico e soprattutto se condivida e intenda continuare il percorso fatto per migliorare la qualità della vita e
dell’amministrazione della città di Trento. Percorso anche difficile ma partecipato, che ha cercato di rispettare i diversi bisogni della città, diverso dal modo sommario e sbrigativo con il quale Bortolotti dichiara di voler intervenire.
Che Andreatta sia il candidato scelto dal PD e che sia in continuità con l’amministrazione Pacher per me fa la differenza e, credo la dovrebbe fare per tutti coloro che hanno a cuore il Partito Democratico.

martedì 17 febbraio 2009

Andreatta per una città capace di sperare

L'Adige di oggi pubblica un intervento di Mattia Civico a sostegno della mia candidatura. Grazie.
Andreatta per una città capace di sperare
di Mattia Civico (http://www.mattiacivico.it/)
Il dibattito sulle primarie del centro sinistra per individuare il candidato sindaco di Trento sta entrando nella sua fase finale. Domenica 22 febbraio presso le circoscrizioni della città gli elettori esprimeranno la loro preferenza tra i quattro candidati. Qualcuno preferisce Bortolotti perché uomo d'azione, qualcun altro predilige Andreatta perché dedica tempo anche al pensiero, qualcuno Pompermaier perché è verde e altri Chiarello perché ha speso solo 60 euro per le foto. Immagino che ogni elettore maturerà la propria scelta in base a quelle che sono le proprie priorità, la propria storia personale, la conoscenza o meno dei candidati, il giudizio sull'attuale amministrazione, su ciò che è stato fatto e su ciò che rimane da fare e infine anche sulla base di una empatia che può essere scattata verso un candidato in particolare. Io ho scelto e voterò Andreatta perché lascia spazio alla speranza. Spiego in che senso.
La nostra città è sicuramente un luogo curato, pulito, organizzato… è in questo senso uno spazio più che vivibile: lo confermano anche le classifiche nazionali sulla qualità della vita che ci vedono sempre tra i primi posti. Ma non credo che basti. Una città non è solo un "buon contenitore", ma credo soprattutto uno spazio di relazioni: il nostro benessere di cittadini dipende certamente dalla qualità dei servizi che vengono erogati o da come vengono organizzati gli spazi, ma ancora di più dalla qualità delle relazioni che vengono costruite in questo luogo. Compito dunque di una amministrazione non è solo quindi organizzare risposte a esigenze concrete e materiali, ma anche (e per certi versi ed in alcuni casi soprattutto) curare e promuovere le relazioni.In tempo di crisi, ma è un principio che vale per ogni stagione, non possiamo pensare che ad ogni bisogno corrisponda un servizio pubblico. Non sarebbe sostenibile e neppure utile che, per esempio, alla solitudine si rispondesse esclusivamente con il servizio domiciliare: non è così per fortuna oggi. Alla solitudine è bene continuare a rispondere erogando servizi, ma certamente anche riconoscendo e valorizzando le risorse che ci sono: i tanti luoghi di relazione, le associazioni di promozione sociale, la capacità dei cittadini di auto-organizzare una parte di risposta.Per lavoro ho avuto la possibilità di lavorare a fianco delle persone anziane della nostra città in quel luogo vitale e positivo che è il Centro Servizi Anziani di via Belenzani. Un segno concreto dell'affetto e della riconoscenza che la nostra città esprime agli anziani. Ma soprattutto un luogo dove è forte il protagonismo degli anziani che non vengono "assistiti", ma ascoltati, valorizzati, sostenuti nella propria capacità di iniziativa. Come anche i 23 circoli pensionati ed anziani della nostra città: se ci pensiamo, una ricchezza che molto vale come strumento di contrasto alla solitudine. Ma penso anche alla capacità del Servizio Sociale di Trento e dei Poli Sociali di accogliere le persone nell'ascolto e nella valorizzazione delle risorse che hanno, sostenendo le realtà di volontariato e di cittadinanza attiva presenti sul territorio. Alcuni esempi di luoghi che godono di una costante attenzione, di manutenzione e di cura da parte della nostra attuale amministazione. Luoghi in cui vengono promosse le relazioni. E sono davvero tanti i luoghi che richiedono questa attenzione puntuale e precisa: chiedono un contenuto pensato collettivamente, non solo un contenitore.Le scelte che l'amministrazione di Trento sarà chiamata a fare nei prossimi anni, hanno molto a che fare con l'organizzazione degli spazi e in questo senso hanno molto a che fare con la qualità delle relazioni. Le scelte sul piano urbanistico (pensiamo all'idea di portare gli istituti tecnici della città fuori dalla cintura urbana, all'organizzazione dell'area ex Michelin o alla progettazione dell'area di Trento Nord post bonifica, i parcheggi e le ciclabili) avranno una influenza diretta sul benessere e sulla qualità delle relazioni nella nostra città. Perché la forma del contenitore influisce direttamente sulla forma del contenuto.
Desidero che il prossimo sindaco di Trento ponga attenzione a questa relazione stretta fra le scelte che dovrà fare e l'impatto che queste avranno nei nostri percorsi vitali.
Desidero dunque un sindaco che abbia la capacità di fermarsi a pensare, socializzando i suoi pensieri anche "fuori palazzo", lasciando spazio alle idee e alle suggestioni, alle esigenze o alle rivendicazioni, al contributo di tutti: che non abbia paura di questo spazio aperto fra un bisogno e la sua risposta. Quello è lo spazio in cui può crescere la partecipazione, le idee nuove e la speranza. Già: la speranza. Perché "l'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all'aver paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L'affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all'esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono." Con queste parole di Ernst Bloch (Il principio speranza) auguro ad Alessandro Andreatta, che spero prossimo
sindaco di Trento, un buon camminare.